Graziella 1

Gli anni 60 hanno costituito per il nostro paese “l’età dell’oro” del design.
Le industrie italiane sfornavano prodotti innovativi, espressione di intelligenza e raziocinio applicate soprattutto all’utilità ma che, a distanza di anni, sono ancora belli e desiderabili.

Ricordiamo per tutti: Brionvega con Algol e Ts502 cubo, Olivetti con Lettera 32 e Logos; Flos con Arco; Carnielli con Graziella ma si potrebbe allungare la lista quasi all’infinito.

Oggi diamo per scontato il concetto di bici pieghevole ma prima del 1964, anno di presentazione della Graziella, i “velocipedi” erano pesanti e ingombranti.
Con una sapiente campagna di marketing che abbinava il nuovo prodotto all’immagine di Brigitte Bardot si passò dall’idea di veicolo di locomozione economico e postbellico a quella di “status symbol”.

A tali fasti si oppone lo sconforto dei nostri giorni indotto dalla burocrazia e dalla concorrenza dei mercati un tempo emergenti ed oggi maturi; dalla delocalizzazione di industriali e commercianti “furbi”; da imprenditori che si ostinano a badare più alla “marginalità” che all’impegno in azienda ed alla fantasia dell’innovazione.

La globalizzazione ci ha copiato e rubato quasi tutto. Come sostiene il Governatore della Campania riferendosi a tutt’altro argomento,  non rimane che la nostalgia, il vintage ed il “revival”.

Già da molto tempo basta cercare su youtube le parole “graziella tuning” per trovare mirabolanti esempi di restauro o miglioramento di vecchi rottami da cantina.
Ormai famose anche le “Grazielliadi”, sorta di olimpiadi della bici pieghevole condite con molta goliardia.
Più recenti sono la OP64 e la OP100, sorta di amichevoli gare “granfondo” di 64 e 100 km rigorosamente su Graziella.
Ci sono infine molti raduni, come quello organizzato dal Cai di Bologna sezione Bici al quale ho avuto la fortuna di essere ammesso a partecipare.
Propongo di seguito qualche foto.

gruppo

Trova Joseph tra i partecipanti al raduno

insieme

esempio di restauro

copricatena

Copricatena in plastica

particolare_legno

parafango in legno

particolare_legno_2

paracatena in legno

trittico

splendide

tandem

rarissimo tandem conservato

particolare

targa portanumero

orgoglio_pieghevole

numero partecipazione ad una OP64

 

Questo articolo come incipit alla ripubblicazione dei tre precedentemente pubblicati ma “persi” e, soprattutto, alla pubblicazione di nuovi articoli sulla “preparazione di una “Graziellona” molto speciale che mi accingo a montare.

Questa la base di partenza:

telaio

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27 pensieri su “Graziella 1

  1. Ah la Graziella… 1997 una gara a chi riusciva a fare più metri senza mani, naturalmente vinsi io con un bellissimo finale ” il volo dell’angelo” un rovinoso capitombolo causato da una buca, che dire bei ricordi e una bicicletta tenuta per tanti anni… Era del nonno… Ricordo di Nemo… Nemo&Nancy di NemoInCucina!!!

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    1. Ciao Lucia, sono a Roma dove ho preso delle foto che mi piacciono molto. Hai provato a cercarmi si Instagram? La Graziellona (capirai in seguito perché uso l’accrescitivo) deve essere pronta per la prossima OP64 del prossimo aprile. Sarà come costruirla insieme a voi.

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      1. Mi hai fatto ricordare il senso di vergogna che provai da bambina ad essere l’unica con la bicicletta fuori moda. E gli incoraggiamenti di papà a fregarmene di cosa pensassero gli altri e a divertirmi. E così ho poi fatto tutta la vita.

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      2. Cerco sempre di essere la ” voce fuori del coro” e di non farmi fagocitare nella massa. Anche ora sono sul treno e sono sempre l’unico che arriva in stazione alle 5 di mattina con la bici pieghevole e poi la carica su un treno AV. Però sono libertà che si conquistano con la maturità, per un bimbo deve essere difficile. Altro problema é la sicurezza, certe cose non si possono fare senza una buona attrezzatura. La moda é spesso stupida, parlerò presto di moda e bici.

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  2. Io che non so andare in bicicletta stanotte ho sognato di pedalare tranquillamente … purtroppo non ricordo altro ma secondo me la lettura di questo tuo articolo ieri un po’ c’entra! era una sensazione piacevole, come se fossi sempre stata una ciclista provetta…

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