Finalmente Bici!

Non amo le cose normali, la banalità, il quotidiano.
Detesto però tutto ciò cui unica modalità d’accesso è il censo e ancor più l’ostentazione che consegue.
Lo spazio residuo è stretto, confinato nella cultura del conoscere, del saper fare, nell’apprezzare la tecnica in senso stretto e tutto quello che un approccio superficiale e consumistico non sa cogliere.

Ne “Il bello della bicicletta” l’autore Marc Augè sembra mi conosca come la libraia clandestina che m’ha omaggiato una copia del suo saggio: cito testualmente alcuni brani:
“ La personalizzazione della bicicletta è molto più raffinata e originale di quella dell’auto……”
“Sin dall’inizio del XXI secolo numerosi ciclisti avevano preso a reinventare il telaio delle loro bici, a volte sconvolgendone la forma….”
“Bisogna ammettere che la bicicletta è in sé un oggetto piccolo, una protesi e non uno spazio abitato come l’automobile. Non si arreda, non si decora, si fa del bricolage.”
“I bricoleurs spingono molto più in là la loro <<personalizzazione>>. Il loro ingegno non ha limiti. Alcuni hanno perfino reinventato la bicicletta, allungando il manubrio, spostando indietro il sellino… …Alcuni si stendono sulla loro bicicletta come su un letto. Altri dominano la strada, appollaiati sui loro aggeggi dalle ruote immense come su trampoli. In realtà , nei loro modi, non manca la voglia di farsi notare: più la struttura meccanica è originale, più risultano visibili. Alcuni hanno creato anche dei siti internet per celebrare le proprie invenzioni.”

Ed eccomi qua….!

Viaggio spesso in treno con la bicicletta al seguito. Quando ho scoperto che quelli ad alta velocità a certe condizioni costano meno dei regionali ne ho comprata una pieghevole.
La scelta è caduta su un economicissimo prodotto da supermercato con pagamento parziale in punti fedeltà, eccola:

bicicletta pieghevole supermercato

A dispetto del risparmio, s’è subito rivelata in contrasto con i valori della prima riga dell’articolo e soprattutto incompatibile con l’uso che dovevo farne. Una bici di questo tipo è un bel giocattolo per un bimbo o può essere utile ad un adulto che fa spostamenti brevissimi in pianura.
Perchè è pesante (più di 15 Kg), quindi difficile da spingere in salita e da caricare sui ripidi scalini del treno. Perchè pedalando ci si sente come un criceto nella ruota: frulli frulli e sei sempre lì….

La cosa più facile è stata rimuovere tutte le parti meno utili: “parafanghi, cavalletto, luci, campanello.

Poi ho iniziato con sostituire ruote e copertoni: più strette e rigide le prime, più sottili e filanti i secondi. Per questo sono stato costretto ad adeguare anche le ganasce dei freni.

P1010306

Prima 20″ in lamiera – dopo 20 x 1 1/8 scatolari con copertoni Scwalbe Durano

Poi è stata la volta della trasmissione da 6 rapporti a 14 teorici (due corone) – (i pedali a sgancio rapido si montano solo nelle “grandi occasioni”, eccola:

bici pieghevole trasmissione

Per ogni pedalata/rapporto di trasmissione, conseguono i seguenti sviluppi metrici:

calcolo sviluppo pedalata

 

Non bastava, ho sostituito piantone, manubrio, leve integrate cambio/freno, sella e reggisella, eccoli qua:

P1010308

Prima Acciaio, Dopo alluminio e piega tipo “corsa”

bicicletta pieghevole manubrio

Leve integrate freno/cambio

bicicletta pieghevole sella

Sella da “fachiro” – leggerissima!

E questo infine è il risultato, non sembra Cenerentola preparata per il gran ballo:

bicicletta pieghevole

bicicletta pieghevole 2

Anche in versione “Touring”:

binari

P1010566

Conclusioni: siamo passati da oltre 15 Kg a poco più di dieci. Da 6 rapporti a 14 con sviluppo metrico decisamente interessante. La bici consente ora di affrontare lunghi spostamenti anche con le borse da cicloturismo. L’estetica e la cattiveria mi sembrano eccezionali…..

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