Storia di un orto (3 di 4)

 

La bonifica

Sin qui ho tergiversato, adesso inizia il lavoro del MAKER. Ce ne sarà moltissimo.

Riassunto delle puntate precedenti (1 e 2): dopo varie vicissitudini ottengo in uso un capanno agricolo che un tempo era rimessa di una mietitrebbia. In cambio devo vigilare che non si verifichino sopprusi alla proprietà e tenere pulito l’adiacente fazzoletto di terra.

Aperta la porta scorrevole del capanno lo spettacolo è desolante e, sebbene la proprietaria m’avesse ben avvertito cercando anche di dissuadermi, mi prende lo sconforto.

dettaglio capanno

E’ tutto pieno delle cianfrusaglie dell’ex occupante abusivo ma questo sarebbe poco. Il fabbricato si presenta come un gigantesco condominio di piccioni che neanche una scogliera di gabbiani e cormorani.

Potrei nutrirmi vita natural durante di risotto sul piccione (come lo chiamano qui) o di volatile al forno ripieno con o senza contorno di patate. Purtroppo qualcuno sostiene che sono bestie malate. Se anche così non fosse, Margot non sarebbe d’accordo e c’è il serio rischio che mi mandi il coniglio vampiro e vendicatore.

A me i piccioni starebbero anche simpatici ma le loro poco buone maniere lo sono assai meno. Scacacciano a spruzzo per ogni dove ed ogni cosa viene “battezzata”. Si riproducono a velocità logaritmica che oltre a scacacciare sembra conoscano solo un’arte.

Con mascherina, occhiali protettivi e guanti spalerò una dozzina di carriole di guano più o meno secco. Il fetore mi rimane nelle narici per una settimana. La paccottiglia del vicino invece viene caricata sul pianale ribaltabile del camion di un mio amico e trasferita in due riprese al centro di raccolta della nettezza urbana.

Questo il primo mese di lavoro.

ghostbuster

Nel mese successivo salgo e scendo infinite volte dalle scalette di un trabattello a tre piani le cui ruote ne agevolano lo spostamento.

Chiudo con decine di metri di rete tutte le aperture da cui entrano i mefitici bombardieri e metto in atto tutta una serie di difese passive:

filo spinato

Filo spinato

barriere antinido

Barriere antinido

barriere antiappoggio

Barriere antiappoggio

dissuasore del volo.jpg

Reti aeree dissuasori del volo

Spruzzo poi su tutte le pareti interne con una pompa da imbianchino calce viva ed insetticida. Temo infatti che il nemico possa trasportare ed aver lasciato dei parassiti.

pompa da imbianchino

Pompa da imbianchino

La strategia funziona quasi perfettamente, ma il nemico è tenace ed ancor oggi qualche irriducibile non si capacita dello sfratto e studia come introdursi surrettiziamente.

Ostinato

Il campo che ho l’impegno di tener pulito invece è come una foresta amazzonica. Si avanza a colpi di machete e decespugliatore ma alla fine ho ragione anche di questo.

foresta

Prima: foresta amazzonica.

dopo campo_da_golf

Dopo: campo da golf.

Durante queste operazioni, gran subbuglio del vicinato: avete presente quando si molesta un formicaio? Escono tutti! Gran capannelli di commento, sguardi interrogativi, scanner regolati alla massima definizione. Arrivano emissari anche da isolati limitrofi.

Qualcuno non resiste e mi chiede se ho comprato. Io non mi sbilancio. Altri consultano senza successo gli informatori (anziane donne in perenne appostamento dietro alle persiane) che, all’oscuro dei fatti, possono solo far spallucce.

Il controspionaggio ha lavorato bene, la copertura è perfetta.

Quelli che rosicano maggiormente iniziano azioni di rappresaglia ed a colpi di paraurti  cercano di buttar giù la recinzione. In alcuni tratti ci riescono.

esempio di rosicone

Rosicone 1

altro rosicone

Rosicone 2

Come già avvenuto all’inizio della storia, questa brutta azione sarà foriera di qualcosa di buono.

Avevo già chiesto in comune la possibilità di avere un orto sociale ma ero stato respinto per mancanza dei requisiti necessari. Non avevo insistito perchè non avrei avuto molto tempo da dedicare e perchè l’ubicazione era lontana da casa.

Mi chiedo allora: “…e se lo facessi qui?”

Inizio a vangare e scopro che, oltre al misfatto dell’occupazione abusiva, sono state compiute altre azioni riprovevoli. Oltre alla catasta di immodizia ammucchiata in un angolo,

prima ancora macerie

su tutto il campo sono state sversate macerie e materiali inerti. Tutti quelli che in zona hanno fatto ristrutturazioni, invece di portare le macerie in discarica, le hanno buttate qui. Questo è il motivo per cui il contadino che cura il campo adiacente ha qui fermato l’aratro.

Inizio allora un’opera di bonifica seconda solo a quella dell’Agro pontino.

Decido di dissodare senza i mezzi meccanici di cui non dispongo, dei quadrati di terra da tre metri quadri scarsi ciascuno. Uno alla volta.

L’operazione di svolge a colpi di piccone, selezionando le macerie con le mani e con un setaccio autocostruito.

macerie

selezione macerie

selezione macerie_2

Per ben evidenziarli, li organizzo ad aiuola con del legno riciclato da vecchi pancali rotti.

recinto aiuola

Alla fine della bonifica di ciascuna aiuola mi ritrovo con una buca profonda ed una montagnola di macerie.

buca

Buca

macerie_2

Parte delle macerie scavate dalla buca

La buca la riempio con terriccio comprato al consorzio agrario, per l’opera completa serviranno una quindicina di sacchi da 80 litri ciascuno. Le macerie invece le ammasso lungo la rete mescolandole alle erbacce che taglio dal prato e ad altro terriccio affinchè nel tempo ci cresca qualche pianta. Il contrafforte servirà come ideale fortificazione contro le invasioni dei rosiconi.

P1020418

fase iniziale della posa delle macerie lungo la rete

 

I pochi “eroi” che hanno avuto il coraggio di arrivare a leggere sin qui, sappiano che per premio o punizione, a seconda dei punti di vista, prestissimo potranno leggere l’ultima puntata nella quale si parlerà finalmente di orto.

Continua….

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55 pensieri su “Storia di un orto (3 di 4)

  1. Quanto mi piace questa storia di recupero e rinascita! Pur conoscendone già alcuni passaggi la trovo avvincente e confortante! E la tua foto con la maschera antigas mi ha regalato la prima risata della giornata.

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    1. Very, very fashion. Isnt it? Anche il piccione che mi studia non è male…. Strappare sorrisi a chi non ne ha voglia vorrei fosse la mia missione di clown. Opponiamo i nostri sorrisi alla battaglia in cui stiamo per immergerci stamane.

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    1. Quello che puoi leggere é solo una minima parte. Grandi faticacce alle 6 di mattina prima di andare al lavoro e nei fine settimana. Mi fa piacere di aver reso l’idea. Vedrai che risultato! Grazie per la visita e buona giornata.

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    1. Grazie Prof! Colgo occasione per scusarmi di non essere un buon studente. Mi sono impegnato nel tuo ultimo bell’ articolo senza riuscire a produrre uno straccio di frase. Mi sono fermato a: “Florence and Rome….” poi il vuoto….

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  2. caro Maker, SEI UN GENIO! genio di simpatia, ironia, gentilezza e intelligenza. Mi divertono moltissimo i tuoi racconti…e grazie pre la mancata abbuffata di volatili…il Coniglio Vampiro sorride soddisfatto, con questo caldo non sarebbe venuto volentieri sin lì…aspetto trepidante il seguito! e grazie della citazione…

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  3. Sei stato meraviglioso! hai fatto un lavoro incredibile ! Chiunque vedendo comìera ridotto, sia ul capanno, sia l’orto, avrebbeabbandonato qualsiasi idea di ripulitura. Complimenti alla tua tenacia!

    Del resto da uno che ha fatto un lungo viaggio, con un ” Ciao ” si può aspettarsi di tutto!!! 🙂

    Ora aspetto di vedere l’opera terminata. Immagino sarà bellissima!! Ancora bravo!!!

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      1. Un buono spunto potrebbe essere che formano “coppia fissa”, meglio di tanti umani. La faccenda dei messaggi sembra proprio riferita al desiderio di tornare dall’amata. Quasi quasi mi pento di averli sfrattati…..

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  4. Mi auguro che tu non sia solo a fare questo enorme lavoro che la mia famiglia conosce molto bene per averlo fatto al mare, in montagna, e nei boschi. I risultati col tempo si vedranno, se avrai costanza e spirito di sacrificio. Buon lavoro👳‍♀️

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    1. Buongiorno Lucia, dove vuoi che lo trovi qualcuno tanto pazzo da aiutarmi in un lavoro del genere? Per fortuna ormai ho finito. Nella prossima puntata vedrai i risultati a cui fai riferimento. Mi piacerebbe trasferirmi alle cinque terre per restaurare muretti e coltivare un orto e una vigna a gradini.

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  5. Ti leggo sempre con molto piacere e questa storia sul progetto dell’orto la trovo bellissima perchè la racconti con il tuo stile divertente (mi ricordi Stefano Benni) e perchè ci rendi partecipi di come l’hai sviluppata e vissuta. Aspetto con impazienza la prossima puntata. Buon lavoro. Danila

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  6. BRAVISSIMO. Grande determinazione.
    I rifiuti..anche qui in Lomellina è lo stesso..ho fatto un librino fotografico ( lo vedi sul mio sito ) con i rifiutu lungo il Sesia.. macchine a pezzi, lavatrici, quintali di sacchi di gesso e casse di bottiglie, materassi….e continuano >-(
    Però…conosco molto bene “l’affaire Piccioni”. Un odio profondo. In primavera prima di rifare il tetto del capanno che è il mio studio ho tirato via un bel secchione di guano dalle scale ma… che concime!!
    Le aiuole mi hanno ringraziato con delle fioriture meravigliose.
    Comprendo il lavoro immane la necessità di buttare via tutto ma i sacchi di guano sarebbero stati un concime fantastico e poi più tempo stanno lì meglio è. Con i guanti spargi a spaglio e via.
    Conoscendo gli indesiderati ospiti.. quella rete di protezione è sufficiente? come grandezza delle maglie intendo.
    Sotto il mio tetto si erano fatti i nidi tra le reti ben contenti di ottimi contenitori traspiranti!
    gli spunzoni, che immagino metterai se non hai già messo: mettili da tutti i lati di qualsiasi muro e/o trave perchè loro se ne fregano! Devi incrociali.
    Il piccione va picconato, i nidi eliminati…e mi scusino gli animalisti ai quali, se per caso non li hanno mai incontrati suggerisco una breve vacanza a visitare casolari abbandonati in qualche campagna “vera”…
    Bravissimo gran lavoro. Attendo l’orto pronto, la prossima puntata . Buona domenica.

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    1. Che bel commento. Grazie, son contento. Questi avevano “solo” macerie ma se avessero avuto prodotti chimici avrebbero buttato anche quelli. Come nella terra dei fuochi. I miei lavori sono piccole cose, non servono gran competenze, solo buon senso e voglia di faticare. E mentre lo fai non pensi ad altro, quasi una meditazione. Come la palestra, con la differenza che non si paga 🙂 il guano l’ho sparso sul campo limitrofo, dove ora c’è il grano. L’idea dell’orto é successiva alla bonifica del capanno, a quel tempo mi serviva solo di proteggere l’auto. Per ora sui piccioni ho avuto la meglio. Grazie ancora e buon fine settimana a te.

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    1. Buonasera Ersilia. Un mese o poco più il capanno. L’orto invece é cresciuto negli ultimi tre anni. Ho finalmente visto coortamenti nuovi e condivisibili sulla faccenda della privacy. Te li segnalerò. Infine spero di riuscire a visitare la mostra di Cà Pesaro, mi pare ci sia tempo. Buona serata e grazie della visita.

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      1. Ti ammiro… A giugno ho messo a posto la terrazza e dopo poco più di tre giorni ero distrutta, immagino quindi la tua fatica!
        Anch’io non ho ancora visto la mostra, ma ci sarà tempo fino al 6 Gennaio 2019 😉
        Aspetto tue notizie sul tema privacy. Io continuo a riceve aggiornamenti dai siti che seguo, anche da società importanti, che si sono messe in regola solo ora!
        Buona serata ed a presto

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    1. Grazie sono contento della tua visita e del tuo commento. Sarebbe bello poter farfronte con il solo impegno a tutte le controversie che si presentano. Purtroppo non é così. Spero di rileggerti presto e passerò certamente a trovarti.

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  7. Adoro leggere i tuoi post in merito a questa bonifica! Innanzitutto ti stimo per l’intraprendenza e il lavoro fatto! Poi seguo passo passo X assorbire consigli e conoscenze che mi mancano e poi…. sei troppo bravo nell’arte del fai da te! Molto ingegnoso! Complimenti

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  8. Sei un mito. Io è da almeno due anni che rimando un lavoro analogo in un terreno litigato da un sacco di persone, che mi rattrista vedere così mal tenuto. Mi hai dato una bella carica, adesso spingerò il decespugliatore fino in fondo!!!

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