Della trazione elettrica

Per i mezzi di locomozione è di gran moda la trazione elettrica.

Io penso che si tratti solo di una politica commerciale volta a creare un nuovo bisogno ed alla quale non corrisponde  al momento reale utilità.

Se è vero che i motori a scoppio e specialmente i diesel sono molto inquinanti, quelli elettrici ma soprattutto gli accumulatori, con la tecnologia oggi disponibile non sono la soluzione.

Una bicicletta elettrica costa molto, ha un’autonomia limitata, un peso esagerato ed una potenza molto inferiore a quella dell’ultimo “ciclista della domenica”. Per circolare a norma di legge, il motore non deve avere più di 250 watt e disinserirsi automaticamente a 25 Km/h. Se non viene “truccata” e fatta diventare come un “vecchio Ciao”, con tutto il fascino ma anche il rischio di essere “fuorilegge”, a meno di spendere 5/6000 euro, vi troverete a trascinare un catorcio da 20 e più chilogrammi.

Molto meglio:

– dotarsi di una bici a trazione convenzionale (umana) ma rigida e leggera;

– cercare di migliorare la propria forma fisica con allenamento e dieta;

– cogliere tutte le opportunità dell’intermodalità.

Per le automobili, che ovviamente consumano di più, le cose si complicano ulteriormente.

Tutta questa energia va comunque prodotta, se lo si fa con:

– combustibili fossili, il problema dell’inquinamento è solo traslato in altro luogo;

– la fissione nucleare, peggio che andar di notte (come vendere l’anima al diavolo – memo Cernobyl e Fukushima);

–  le fonti rinnovabili molta attenzione:  preferite un campo di grano o di girasoli oppure uno di pannelli solari? Una foresta di alberi oppure una di rumorose torri eoliche?

Vogliamo parlare dello smaltimento delle batterie esauste?

Quante volte avete dovuto sostituire la batteria del vostro telefonino finché non ci è stato imposto di cambiarlo completamente? Pensate ora a dover fare lo stesso per centinaia di chilogrammi di batterie di un’auto dei milioni di automobilisti della vostra città.

Non voglio tornare all’età della pietra ma prima di produrre e consumare nuovi prodotti bisogna imparare a consumare meno e meglio.

Si al frigorifero, agli ospedali, alle scuole, alla coibentazione degli edifici, ai treni per i pendolari.

No ai condizionatori indiscriminati, alla lavastoviglie, al riscaldamento a temperatura sahariana, alle automobili lasciate in doppia fila con motore acceso solo per fermarsi a comprare sigarette.

I guru del web e più in generale del marketing, consigliano di creare aspettativa: ho voluto scrivere queste righe ed altre ne seguiranno, per anticipare un articolo in cui voglio raccontare come ho trasformato una bicicletta pieghevole in un veicolo iperperformante  e soprattutto dell’uso che ne faccio.

Rimanete sintonizzati e, nel frattempo, sarebbe gradito il contraddittorio.

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22 pensieri su “Della trazione elettrica

  1. Sull’argomento bicicletta sono senza dubbio una delle persone meno competenti tra i tuoi lettori, avendo al mio attivo forse 500 metri percorsi sulle due ruote, come ben sai… ciò non toglie che la bici, specie in città di pianura come Bologna, è probabilmente la scelta più intelligente. Sull’uso accorto dell’energia e sul consumare meno e meglio sono assolutamente d’accordo. Qualche anno fa ho intrapreso un’analisi sui miei consumi di acqua, bolletta alla mano: con pochi accorgimenti ho ridotto sprechi e mi sono attestata sui 140 litri al giorno, a fronte dei 220 dell’italiano medio. Per alcune cose basta davvero poco…

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    1. Cara Libraia, dotta e gentile quanto modesta. Non sarai degna ma del resto non lo sono neanch’io, del tuo conterraneo dal cuore pirata ma google maps certifica che da Piazza della Pioggia a Porta Galliera e ritorno c’è da pedalare ben un chilometro e 300 metri altro che 500 metri…. Provare per credere. Quanto all’acqua quei consumi mi sembrano esagerati, voglio controllare la mia bolletta. Sai bene che io raccolgo le acque bianche non contaminate dal sapone per innaffiare l’orto e per tenere umida la compostiera.

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  2. Salve,
    Io mi reco a lavoro utilizzando un monopattino elettrico, credendo di inquinare meno. Probabilmente, nel tentativo di inquinare il meno possibile, finisco con inquinare soltanto i miei polmoni. Scelte di questo tipo, o sono generalizzate, oppure cadono nel vuoto. Dovrebbero essere le istituzioni a garantire soluzioni eco green, non trovi?

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    1. Buonasera Verdelario, non ricordo il tuo nome di battesimo (e se non ricordo male dovreste essere in due), spero tu voglia scrivermelo.
      Il veicolo che utilizzi mi fa pensare ad una distanza da percorrere assai modesta (massimo un paio di chilometri) e comunque presta attenzione al codice della strada, perchè se supera i 6 Km/h e non è targato sei fuorilegge.
      https://www.asaps.it/386-Monopattini_elettrici___Microciclomotori_elettrici_Velocipedi_elettrici_a_pedalata_assistita.html
      Non mi preoccuperei della salute dei polmoni ma piuttosto dei rischi da collisione con altri veicoli più pesanti ed ingombranti. Quanto alle istituzioni penso allo stato pietoso in cui versano i trasporti pubblici che per il politico sono più degni d’attenzione per le possibili lottizzazioni che per la loro utilità sociale. Quindi benvenga il fai-da-te!

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      1. Salve,
        Hai ragione, Verdelario è portato avanti da me, che mi chiamo Ilaria, e dalla mia amica-socia-collega Marzia.
        Il monopattino che uso non è dotato di una modesta velocità, basta pensare che anche un corridore poco allenato ce la fa a sorpassarmi! Tuttavia si, se mi fermasse la P.M. potrebbe farmi una multa proprio per il fatto che non è contemplato nell’elenco dei veicoli omologati alla circolazione. Cosa posso dire, aspettiamo che le istituzioni si muovano per garantire ai cittadini alternative green! Nel frattempo, speriamo che la fortuna mi assista e che non prenda troppe multe 😉

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    1. Ciao Vicky e grazie per la visita. Il costo dei carburanti convenzionali è per la maggior parte dovuto non ai costi di produzione e distribuzione ma dal gravame delle imposte per autotrazione.
      https://it.wikipedia.org/wiki/Accisa_sui_carburanti
      Questo non succede (per ora) con l’energia elettrica. un “pieno” costa solo circa tre euro. Fremarsi a quest’unica variabile è però miope. Bisogna considerare che il costo d’acquisto dell’autovettura è quasi triplo della corrispondente a scoppio e che le batterie vanno sostituite spesso e sono molto costose. Per approfondire, prova a leggere: http://stradafacendo.tgcom24.it/2017/02/14/auto-elettrica-i-conti-non-tornano-il-costo-al-chilometro-premia-ancora-benzina-e-diesel/

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  3. Ciao Pino ho letto il tuo nuovo articolo….per quanto mi riguarda il contraddittorio non c’è.. è tutto molto convincente!  È va a rinforzare le idee che circolano e di cui dovremo essere assolutamente coscienti sulla tutela dell’ambiente, argomento sempre più pressante. Penso che ci siano persone che hanno il dono di comunicare e e di convincere , io li chiamo rafforzatori, e altri , come me che non hanno qs dono , ma a cui fa molto piacere riflettere sulle cose proposte,una specie di nutrimento del pensiero…che dire..sono le 7.30 e sono sul mio treno dei pendolari…e mi godo i momenti di energia prima di consumarmi…ti ho pensato spesso e volevo scriverti x Pasqua..ma mi sembrava banale..come stai??…il 6 maggio il gruppo di Fe ha organizzato il giro Delle mura con visita al museo di spina che è entrata free.se ti va di venire ti posso ospitare… magari vieni il sabato o il venerdì sera… Ferrara è un posto x ciclisti anche se i colli più vicini sono gli Euganei…mi farebbe molto piacere e la primavera è un periodo bello qui…fammi sapere….un abbraccione Grazia

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    1. Buongiorno Grazia, bel messaggio per iniziare la giornata. Potrei prendere in considerazione la tua proposta durante la permanenza potessi sostiuirti in cucina (tipo “ragazzo alla pari”) e/o se tu avessi in casa qualcosa da farmi riparare. Grazie, buona giornata e buon lavoro.

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    1. Buongiorno Lucia, so che sei esperta fruitrice di bici elettrica. Ti ringrazio per non avermi smentito. Ho visto che hai pubblicato un nuovo lungo racconto. Aspetto di ritagliarmi un mome to tranquillo per godermelo e dedicargli l’ attenzione che merita.

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  4. Ciao Pino,
    fa sempre piacere leggerti (con grande interesse) e ritrovare compagni di trekking (ciao Grazia!!!). Pur lavorando in un’azienda che produce biciclette non posso definirmi un’esperta. Però posso dirti che proprio negli ultimi mesi c’è sicuramente un interesse crescente verso le biciclette elettriche.
    Si sono affermate inizialmente nelle MTB, e lì sono pienamente d’accordo con te, basterebbe curare la propria forma fisica e accontentarsi dei risultati che il nostro fisico ci permette. Ma come sai l’apparenza gioca un ruolo importante.
    Per quanto riguarda le city bike una bici a pedalata assistita può dare la possibilità di utilizzare la bicicletta come mezzo per raggiungere il luogo di lavoro a chi non l’aveva presa in considerazione perché pedalare fa sudare e non si vuole arrivare sul posto di lavoro in “disordine” (non tutti hanno la possibilità di fare la doccia nei locali messi a disposizione dai datori di lavoro). Oppure ci sono persone che hanno qualche difficoltà motoria e l’utilizzo di una bicicletta elettrica può essere di aiuto.
    Sono curiosa di vedere la bici che hai realizzato 🙂
    Buona giornata e a presto (spero)

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    1. Buongiorno Roberta e grazie per il contributo. Non l’ ho scritto ma condivido che solo per chi ha maggiori difficoltà (penso ad anziani o disabili) questi ausili, ma anche l’aria condizionata, siano indispensabili. Preferisco invece un collega sudaticcio alle polveri sottili.

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