Colori liberati

Un tema che m’è particolarmente caro, quasi una fissazione: dimensioni parallele.

Uno degli accessi è la riduzione della velocità di traslazione nello spazio e di conseguenza, del metabolismo di acquisizione informazioni.

Impedimenti sono invece: i mille impegni quotidiani ed il rifugio nella rassicurante pigrizia della consuetudine. Il bombardamento di informazioni a cui siamo sottosposti e la conseguente difficoltà di selezionare quelle realmente importanti è tutt’altro che d’aiuto.

Nel fine settimana ho avuto ben due esperienze, per ora racconto della seconda.

La Garbatella di Roma è un quartiere cresciuto con l’edilizia popolare fascista. Destinato ad accogliere gli sfollati per l’abbattimento delle abitazioni che insistevano sulle attuali Via della Conciliazione e Via dei Fori Imperiali ,nasce come una “borgata”. Con lo sviluppo edilizio del boom economico degli anni 1960, diventà quasi “centrale” esaltando le caratteristiche di “città giardino”. Le costruzioni sono circondate da cortili e giardini, i quali, soprattutto in passato, erano punti di ritrovo per le persone come piazze ideali. Il cinema l’ha celebrato spesso. Per tutti ricordo il già citato “Caro Diario” di Nanni Moretti. L’approfondimento è d’obbligo.

Sono passato in Via di Tormarancia, centinaia di volte. Quasi sempre di fretta e con trazione a ciclo otto. Ieri invece ero in bicicletta ed alla vista di questo murales mi si è aperto un varco spazio-temporale.

bimbo e orizzonte oltre il muro

Il lotto abitativo (qui visto dal satellite quando l’intonaco era ancora anonimo) nasconde una delle cose più belle e gioiose che io abbia mai visto e dove ho passato più di un’ora incantato come un bambino al luna park.

Arte liberata e regalata al popolo in un museo a cielo aperto. Stessa differenza tra vedere gli animali chiusi in gabbia allo zoo oppure stando appollaiati su un ramo di un albero della savana.

cielo su cileotre livelliuna nuova albapanchina giallawindowsskate its not a crimeskate its not a crime 2

Ho preso centinaia di foto ma, complice la giornata grigia e la mia esperienza limitata, nulla a che vedere con quelle pubblicate sul sito ufficiale.

Se l’articolo t’è piaciuto, per favore torna a vedere quel poco che so fare io pubblicato in uno dei primi articoli che pochissimi hanno mai visto.

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49 pensieri su “Colori liberati

    1. Non so se tu sia lontana ma secondo me la visita al quartiere Garbatella, magari infiltrandosi nei condomini e questi murales da soli meritano la visita alla capitale. Mi piacerebbe organizzare una visita guidata per conoscere gli assidui del blog. Organizziamo?

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  1. Bellissimo posto! Ho visto qualcosa di simile a Bologna, ma in misura molto ridotta rispetto a quanto hai così ben raccontato. Ma qui da noi si fatica ancora a capire il valore di queste opere, basti pensare all’isteria collettiva di cittadini e pubblica amministrazione su ogni muro che non sia immacolato, per non parlare della vicenda dello splendido murale di Blu all’XM 24… di cui proprio tu hai scattato ormai 4 anni fa una foto che conservo tra le mie preferite.

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  2. ciao. se vuoi sapere il mio pare…non amo i murales, di nessun tipo. sono dell’idea che le architetture moderne e contemporanee più sono sottotono e meglio è (meglio sarebbe non farne affatto e restaurare i vecchi edifici). perché i musei sono come lo zoo? sono molto bravi gli esecutori dei murales che hai fotografato ma non possiamo parlare di grande arte, sicuramente un’ottima manualità…senza offesa, preferisco entrare in qualsivoglia museo…buon fine settimana. Margot

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    1. La critica, quando civile come nel tuo caso, é sempre ben accetta, spunto di riflessione e occasione di crescita. Personalmente credo che chiunque non nuoccia agli altri sia lasciato libero di fare ” il che crede”. Infine non é questa la forma moderna degli antichi affreschi? E non é accesso all’arte di persone che altrimenti non l’avrebbero? Grazie di cuore per il tuo parere ed a presto.

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      1. sono proprio contenta di dialogare con te!!! sai, pensavo nei giorni scorsi che spesso i blog devono per aumentare l’ego e sentirsi lodare e a me non interessa molto, quando posto qualcosa sarei felicissima di ricevere critiche, si intende educate e costruttive! mi dici “non nuoccia agli altri” ma i murales sono una forte imposizione visiva pubblica e perdurante nel tempo, troppo vistosi, impositivi. In casa propria chiunque può mettersi quello che vuole, negli spazi pubblici sarei per un recupero attento delle vecchie cose, sempre migliori di quelle attuali. In quanto agli antichi affreschi…sei toscano…dovunque “butti un occhio” troverai ben altro che i fumetti giganti dei murales…

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      2. Io non penso ai teppisti che bombolettano i vetri dei treni ma penso al grido di dolore di chi non può abbandonare le periferie ed i ghetti del mondo. Si tratta di ridurre il danno. Se un ragazzetto invece di drogarsi sporca un muro studiando nel frattempo ciò che fanno quelli più bravi di lui, magari invece che finire in comunità si iscriverà al liceo artistico.

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      3. I graffitari che imbrattano illegalmente beni comuni sono una cosa, gli street artist sono un’altra. Questo progetto è stato fatto in collaborazione con il Comune di Roma Capitale tanto che all’inaugurazione era presente anche il sindaco.

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      4. Susanna, come spero si capisca da quello che ho scritto sull’articolo, io sono rimasto entusiasta del lavoro-opera. Però abbiamo il dovere/piacere di ascoltare e rispettare chi non la pensa come noi sia che si parli di Comunità che di altro (con qualche eccezione…..) 😉 E poi, ti dirò, a me stanno simpatici anche i grafitari.

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      5. Ma io non sono una donna democratica!!! 😂
        Seriamente, ci tenevo solo a specificare che in questo caso i murales erano più che autorizzati. Poi magari possono piacere o meno: alcuni di quelli di Tor Marancia non mi piacciono proprio ma sono comunque artisti riconosciuti a livello mondiale

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      6. Io sono tanto ma tanto contento che l’articolo ti sia piaciuto, che ti abbia suscitato delle reazioni e che tu abbia contribuito apportando ulteriori info. Io volevo solo difendere Margot anche se non e ha certo bisogno.

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  3. va bene, stai parlando di un altro problema, neanche mi venivano in mente gli imbrattatori di luoghi pubblici,…la bellezza comunque è sempre una grande risorsa ma è un pò riduttivo parlare di problemi così immensi in poche righe, comunque mi fa molto piacere addentrarci negli argomenti dei post non solo mettere un mi piace…grazie!
    p.s. a Morozzo nel cuneese, visto che è il comune di un’oasi faunistica, molte facciate sono dipinte e anche molto bene.

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  4. Il progetto BigCityLife.
    Il murales dove si vede il bambino di spalle è dedicato ad un bambino che viveva realmente in quel lotto e che è prematuramente scomparso. Gli artisti, prima di scegliere cosa dipingere, hanno parlato con gli abitanti per farsi ispirare.

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  5. Meglio i murales della tua ” Marina “: è incredibile la passione che metti nelle realizzazioni sia in fase di progettazione che di attuazione. Bravo ( finalmente ho capito che sei un maschio 😀 )
    Eletta

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  6. Adoro girare per le città e quando mi capita di imbattermi in qualcosa di simile rimango incantata… è veramente piacevole vedere come gli autori sanno catturare e sfruttare e rendere unici cose anonime come le facciate. Grazie per l’articolo e le info ^_^

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