Margotta

Avrei ancora molte foto sul Salone di Milano e motivi per presentarle ma l’argomento comincia ad annoiarmi ed il calo di visite al blog potrebbe significare un “comune sentire”.

Inizio quindi a raccontare di argomenti più primaverili e di lavori farina del mio sacco.

Lo scorso anno mi sono accorto che, dentro un rustico agricolo vicino a casa mia al quale era crollato il tetto, era cresciuto spontaneamente un bell’albero di fichi.

Rudere

M’è subito venuto in mente di aver già visto qualcosa di simile a Pantelleria dove gli isolani costruiscono mura circolari intorno agli alberi di agrumi per proteggerli dal vento forte e dalla salsedine imitando evidentemente quello che la natura fa da se.

Il secondo pensiero è stato di cercare di moltiplicare l’albero e così anch’io ho voluto imitare la spontaneità della natura. La margotta è una tecnica che “inganna” la pianta, imitando quello che l’uomo ma talvolta anche la natura, fa con la moltiplicazione per propaggine. In quest’ultimo caso un ramo viene piegato ed una sua porzione viene interrata, quando questa avrà radicato di potrà separare il ramo dalla pianta madre. Nel caso di piante i cui rami non si possono piegare fino al terreno si può provare con la margotta.

Era lo scorso giugno quando ho scortecciato una sezione di un ramo dell’albero,e creato con del nylon un contenitore per della torba

Neelle settimane successive mi sono preoccupato di mantenere la torba umida attraverso un foro praticato nella parte alta del nylon.

Era già settembre quando ho accertato che, per incanto della natuta e mia grande meraviglia, la torba contenuta nei sacchetti era stata quasi completamente sostituita dalle radici.

Quindi ho tagliato i rami ed ho messo a dimora i  neoalberelli

radicazione - Copia

taglio - Copia

L’esito finale era molto incerto, non sapevo se la vita sarebbe continuata ma, dopo aver sonnecchiato tutto l’inverno, con la primavera ecco le prime avvisaglie

germoglio - Copia

Ed oggi la conferma definitiva di tante marmellate da preparare nei prossimi anni.

alberello_4 - Copiaalberello_3 - Copia

Tenetevi liberi per la degustazione, siete tutti invitati sin da ora!

 

 

 

 

eccoli quà i nuovi produttori di materia prima per marmellate degli anni a venire

 

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23 pensieri su “Margotta

  1. Io l’unico albero che avevo buono di fichi, che faceva dei fichi pieni, me l’ha sradicato una tempesta due anni fa. Adesso mi è rimasto solo un albero di fichi che però non faceva nessun fico pieno e le cui radici mi stavno entrando nel garage e l’ho dovuto tagliare. Comunque è bello vedere un albero dentro una casa, a me è successo tempo fa pure, ed è una cosa come da sogno.

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  2. Peccato, a me interessavano i post sul Salone del mobile, erano anche ben fatti, e magari attraverso google col tempo avrebbero attratto persone più competenti nella tua materia rispetto alle tue commentatrici abituali, il che compenserebbe il temporaneo calo di visite. Pensa anche a questi aspetti 😉
    Comunque la foto iniziale mi fa pensare a un libro di Alan Weisman, “Il mondo senza di noi”, che mostra come, se l’umanità scomparisse dalla faccia della Terra, la Natura impiegherebbe poco tempo a riimpossessarsi del Pianeta. Case, strade, tutte le nostre costruzioni a poco a poco verrebbero rioccupate dalla vegetazione, che riprenderebbe possesso degli spazi che le avevamo tolto…

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      1. Ciao, sono un’appassionata di piante da frutto di montagna. Ultimamente sto scoprendo anche gli ulivi, coinvolta da amici che hanno un piccolo uliveto. Per me è sicuramente più facile fare un innesto che scrivere su un blog! Per anni ho fatto l’imprenditrice ma ho preferito anch’io staccare la spina e tornare alle origini. Mi chiamo Lucia e sono piemontese.
        Mi sono permessa di suggerirti l’apicultura perché se non hai paura delle punture delle api, è qualcosa che appassiona tantissimo. Il miele è un nettare dalle mille virtù e sapori.

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      2. Piacere di conoscerti Lucia, grazie per il consiglio ma per il momento ho troppa “carne al fuoco”. Invece tra qualche anno potrei chiederti una consulenza sugli innesti, i miei alberelli di fico sono sicuramemte selvatici. A ben presto rileggerti.

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