Salone di Milano: libri e librerie.

Si va ad una fiera per approfondirne l’argomento tematico e così è stato, però ho anche cercato di concentrare l’attenzione su aspetti cui normalmente non si fa caso. E’ il tema a me caro delle “dimensioni parallele” e vorrei raccontare alcune di quelle che ho percepito.

La prima, oggetto di questo articolo, riguarda una caratteristica ricorrente dell’allestimento degli spazi espositivi di quest’anno: i libri.

Qualche volta avulsi dai loro contenitori che anzi spesso erano vuoti, quasi sempre “scopertinati” e per questo nelle sole sfumature dal beige al marrone chiaro sempre perfettamente in tinta con il colore dello sfondo in cui erano posti.

La Libraia Clandestina m’ha spiegato che la pratica di togliere le copertine era riservata ai libri che dovevano essere tolti dal mercato, ad esempio perchè portatori di refusi e errori di stampa, per evitare il rischio che invece di finire al macero fossero commercializzati nuovamente.

Non sono riuscito a trovare in rete conferme di questa indicazione ma, conoscendo le competenze della Libraia, mi fido ciecamente.

Credo che l’utilizzo di materiale da macero, ancorchè magistralmente ed artisticamente esposto, possa essere un segnale inconscio della crisi che aleggia sul settore del mobile ed arredamento più che su altri.

Di seguito alcuni esempi:

libreria.jpg

libreria con tavolino e divano

Allo stand LAGO uno scaffale semplice e lineare viene arricchito dal sapiente montaggio “a scaletta” dei ripiani

Libreria_Lago

Sobria eleganza e grande qualità di materiali e lavorazioni alle quali ci ha abituato Poltrona Frau. Saranno i libri ad essere giganti o la poltrona “Intervista” ad essere minuscola?

noblesse oblige poltrona fraupoltrona Frau

La famosa libreria “Random” di Mdf Italia, formata da pannelli sottili assemblati con un misterioso virtuosismo:

MDF

Ed infine il pezzo forte: lo stand Vibia, azienda del settore illuminazione che ha messo sotto i suoi “riflettori” delle vere sculture realizzate con i libri usati come pezzi di Lego, si notino soprattutto le ombre:

Vibia_1Vibia_6Vibia_7Vibia_2Vibia_8sparsiVibia_3Vibia_5

Se  questo articolo t’è piaciuto torna a vedere quelli in cui racconto delle librerie che ho progettato e costruito da solo,  le trovi a questi link:

Libreria/Bookshelf

Libreria

 

 

 

 

 

 

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24 pensieri su “Salone di Milano: libri e librerie.

    1. Buonasera Grazia a questo punto posso ben dire di essere assurto al ruolo di “muso ispiratore”, ne sono molto lusingato. Sarebbbe carino da parte tua che quando scrivi l’articolo linkassi l’articolo che t’ha ispirato. Non so se hai visto come ho fatto per Ilaria e per la libraia. Se non lo sai fare te lo insegno volentieri. Ottima Pasqua a te e famiglia!

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  1. Esagerato… grazie comunque!
    Capisco che questi libri tutti sulla tonalità dal panna al beige facciano molto arredamento moderno. A me però fa molto più allegria uno scaffale con tutti i dorsi colorati in vista (e identificabili). Tutti quei colori sono una festa per gli occhi e per la mente. Poco glamour, lo so… e molto bibliotecaria mancata!

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      1. Quello che intendevo dire è che la copertina e il dorso hanno una ben precisa funzione: capire di che libro si tratta. Il che può essere molto utile quando se ne possiede un certo numero. Chi allestisce uno stand in fiera con libri scopertinati sicuramente risparmia, ma non avrebbe fatto una scelta del genere se non avesse anche una valenza estetica che ho definito appunto glamour. D’altra parte lo scopo di questi mobili non coincide con la necessità di stivare il maggiro numero possibile di libri… Le librerie dei grandi lettori, degli scrittori, degli studiosi, non sono quasi mai di design, spesso sono scaffalature oberate di peso e perfino instabili (penso ad esempio alla casa-libreria di Dacia Maraini, visitata da Edoardo Albinati nella trasmissione di RAI 5 Amabili testi, la cui visione consiglio vivamente).

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      2. Anch’io in alcune interviste ad intellettuali ho notato ripiani di libreria imbarcati dal peso “della cultura”. E’ la vecchia storia delle qualità ostentate e di quelle invece malcelate. Qualche volta però le ultime possono esplodere incontrollate e apparire come le prime.

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      3. Non concordo sul fatto che possedere molti libri si possa definire ostentazione, anche perché i libri si tengono chiusi nel privato della propria abitazione che viene aperta solo a pochi. Ostentazione la ravviso piuttosto in chi porta un orologio costoso al polso, o in tutti i casi in cui si fa notare al prossimo che ci si può permettere degli oggetti che sono status-symbol. E in Italia il libro non è mai stato uno status symbol, come ben sappiamo…

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  2. Quando vado a fiere ed esposizioni ho l’esigenza non tanto di fare l’esame delle cose che ci sono piaciute o meno quanto quella di capire verso cosa stiamo andando e se ci stiamo andando davvero le foto dei libri senza copertina stanno raccontando.No, non so mettere il links! Prova a spiegare e ci proverò.Non garantisco perchè con il pc non ho pazienza. Buona Pasqua anche a te!!!

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  3. Post interessante e ben articolato.
    Sono andata a veder le librerie fatte da te. Non hai nulla da invidiare a queste, di Milano.
    E poi,,,,un anno di lavoro! Ma vistosi il risultato, ne valeva proprio la pena!!
    Rinnovo i miei complimenti!

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  4. In effetti quei libri spersonalizzati messi lì così fanno un po’ impressione, sembra siano lì per tutto tranne che per essere letti. Più che salvati dal macero sembra portino al salone un po’ di macero (come fai notare con la tua metafora). Anche la libreria Random, interessante da vedere ma scomoda per il lettore che i libri li usa e consulta spesso e vuole averli a portata di mano senza doversi ingegnare per incastrarli in quei loculi di varie forme e misure. Questo perché design e comodità spesso non vanno d’accordo. Però quella poltroncina in miniatura… quanto la vorrei! *__* A me piace la tua libreria d’antan… la prima. E sostengo questi post discorsivi, infatti aspetto le prossime “dimensioni parallele” dal Salone!
    Per i link posso aiutare anch’io, nel caso 😉

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  5. Sai cosa ho provato guardando queste foto? Ho provato dolore. Sì, dolore profondo. Perchè questo uso così di questi libri spogliati e messi lì in quel modo mi conferma l’ipotesi che ormai i libri servono solo ad esser buttati lì senza più alcun valore. Tempo fa scrissi un post riguardo i libri perchè avendo provato a vendere i miei libti di liceo, ancora tutti intatti, e anche qualche romanzo doppio che avevo, mi sentii dire al mercatino dell’usato che non prendevano libri perchè ormai si buttano. E con queste foto davvero mi è entrato un chiodo dentro al cuore. Io che scrivo libri se vedessi una delle mie opere buttata lì così per me sarebbe come vedere un cadavere di un mio familiare, capisci? Forse questa gente non lo capirebbe mai e dubito che sappiano che valore hanno i libri per una persona. Vederli in questo modo no, non mi piace affatto. Poi continuano a costruire librerie quando la gente non legge più i libri, è veramente assurdo. Ormai le librerie servono solo ai videogiochi e ai soprammobili. Che tristezza.

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    1. Devi considerare il contesto dove ho preso le foto, il focus non è sui libri ma su tutti’altro. Viceversa nel mio paesino ma anche in tutti i limitrofi, ci sono splendide biblioteche molto frequentate. Quando verrai in toscana vai a vedere la biblioteca comunale di Firenze, vicino al duomo, è bellissima e sempre piena di utenti.

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