Dimensioni parallele

Uno specchio, un armadio, un buco nero: molte possono essere le vie d’accesso agli universi paralleli. Può quindi succedere che, in un pomeriggio dominato dallo shopping compulsivo di massa, ci si trovi catapultati in una Roma misteriosa e diversa e sentirsi come Ugo Pagliai ne “il segno del comando”. Le foto che seguono documentano una realtà che domani, tornando negli stessi luoghi, potrebbe rivelarsi essere stata irreale.

Un pensiero alla studentessa cinese alla quale il destino e questa città hanno dato un universo parallelo vero, spero per lei che sia migliore di quello principale. Tutta la rabbia che posso rivolgo alle forze dell’ordine che non sono state capaci ad aiutare il suo angelo custode.

In questo articolo non ho costruito nulla ed esco dal tema del blog.  La responsabilità a chi ha elargito il miglior complimento che si possa fare ad uno pseudo fotoamatore creando di fatto un mostro. Civici “cameo”in dono alla libraia clandestina. Sperando di aver colto il suggerimento di Lidia Zitara.

Più di tutte mi piace il ritratto del Maestro Codognotto, anche se per l’emozione gli ho tagliato un piede. Poveraccio! Voi che dite, quale vi piace di più?

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27 pensieri su “Dimensioni parallele

  1. Innanzi tutto grazie dell’omaggio dei civici per la mia collezione. Le foto son tutte belle, mi pare che Roma ti ispiri sempre ottimi scatti. Il maestro Codognotto è forse la migliore, un ritratto fotografico coi fiocchi, fa venire voglia di entrare nella sua bottega, ma dove l’hai scovato? però, da libraia nell’anima, “Li vogliono tutti” mi è piaciuta molto.

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  2. Probabilmente potrebbero piacerti le descrizioni che Fabrizio Santi fa nei suoi libri delle stradine o di certi angoli di Roma, chiese, cortili, sotterranei… Ripercorrendo le strade dei suoi personaggi (è un genere mistery) potresti trovare altri spunti per i tuoi scatti.

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  3. Io, che amo i ritratti, voto Babbo Natale in borghese.
    Vedo che hai girovagato nelle mie zone, quelle del mio ufficio per essere più precisi. Sai che ho la foto di un barbiere che credo sia lo stesso che hai fotografato tu? Solo che il mio on ha il civico, ma se è in zona Via della Scrofa potrebbe essere lo stesso
    Roma è bella e magica ma, ahinoi, è anche una città molto violenta e pericolosa…

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    1. Le mie zone preferite sono: “il tridente” e quella tra Campo dei Fiori ed il Lungotevere. Stravedo decisamente per Via Margutta ed i suoi giardini interni nei quali mi “intrufolo” spesso. Babbo Natale in borghese ha una installazione artistica appena sotto l’Ara Pacis. Merita la visita ed un piccolo contributo economico.

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      1. Lavoro nel Tridente, in Via del Corso più precisamente, all’altezza della Fontana di Trevi ed abito lungotevere. Giro giro e rigiro il centro a piedi. Amo questa città, c’è poco da fare.
        Credo di aver visto qualche residuo di installazione di Babbo Natale, ma lui mai

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    1. Il suo lavoro è sublime, effettivamente è persona affascinante. Quando non scolpisce sta seduto nella sua bottega, sul suo sito c’è una foto molto simile alla mia. Anche molto alla mano, m’ha concesso volentieri di fotografarlo. senza

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  4. ciao ! Piacere e Complimenti sentiti !! Mi riferisco alla presentazione di te, del tuo blog (chi come cosa perchè)
    Sento in particolare “li vogliono tutti” perchè mi ricorda un momento bellissimo a San Quirico d’Orcia : alcuni libri fuori dal negozio (chiuso) e il biglietto che invita a lasciare i soldi sotto la porta…
    magari scriverò un breve post….

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    1. Ma buonasera! Grazie infinite per i complimenti che ricambio. Non li ho fatti per primo solo perchè sono un pò “orso”. Tipo Yoghi per intenderci….
      Nel “chi” c’è moltissima verità ma anche molta fantasia, se hai letto fino alla fine dovresti averlo capito. A presto leggerti.

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  5. Del segno del comando lessi pure il libro, perchè dopo aver visto un film mi chiedo poi come sia l’opera scritta e a volte ho delle belle sorprese.
    Per quanto riguarda i libri “per chi li vuole” posso dirti che nessuno li vuole più. Qui i mercatini dell’usato li stanno buttando tutti, non sanno più che farsene perchè la gente non legge. Anzi, non legge certe cose, perchè magari compra Montalbano ma non va oltre a questo. Le ragazzine leggono la robaccia rosa che gira su internet, gli adulti corrono solo appresso a Corona e De Luca, e il resto fa benissimo a meno dei libri. Quindi nessuno li vuole.
    Quando in passato una persona aveva una stanza biblioteca voleva dire che non solo aveva cultura ma aveva anche soldi. Se iinvece adesso si parla di libri lo si fa solo quando c’è di mezzo qualche grande nome o qualche storia perversa. Ahimè, per una annusatrice come me di carta stampata poi è un disastro l’arrivo degli ebook!
    L’affresco che hai messo come immagine di apertura mi riporta a quel giorno recente in cui visitai Lucca e vidi i primi affreschi dal vivo della mia vita. Non ero mai stata in Toscana e quella visione mi tolse il fiato. Adesso penso che a Firenze mi verrà un collasso. Io subisco molto il fascino dei colori e guardare certi capolavori mi dà un’estasi stranissima. Poi da artista ovviamente mi sento una nullità in confronto a loro che hanno fatto la storia dell’arte italiana.

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